Proposta di nozze a sorpresa tra i cavalieri: la favola medievale della coppia cagliaritana alla "Bastida di Sorres"
Proposta di nozze a sorpresa tra i cavalieri: si è chiusa domenica 20 settembre, con numeri da record e un bilancio entusiasmante, la XIV edizione della Bastida di Sorres, la manifestazione che per quattro giorni ha trasformato Borutta e il territorio del Meilogu nel cuore pulsante del Medioevo sardo. Tra duelli con gli archi, esibizioni dei falconieri e rievocazioni storiche delle contese tra Doria e Aragonesi, a rubare la scena è stato un fuoriprogramma indimenticabile andato in scena sabato sera. Durante la rappresentazione dell’antico matrimonio celebrato secondo le norme della Carta de Logu, la finzione ha lasciato spazio alla realtà: Matteo e Francesca, due rievocatori del gruppo cagliaritano Memoriae Milites, si sono presi la scena davanti alla folla. Matteo si è inginocchiato a sorpresa e ha chiesto alla compagna di sposarlo, scatenando l’emozione e gli applausi dei visitatori e trasformando la rievocazione in uno degli episodi più virali e condivisi dell’evento.
Bastida di Sorres tra social e novità.
A far parlare di sé è stata anche una presenza quanto mai insolita per la Sardegna medievale: Rodolfo il cammello. Con le sue due gobbe, il passo lento e il suo incedere pacifico, l’animale è diventato in pochi giorni l’attrazione simbolo del villaggio medievale, conquistando grandi e piccini e trasformandosi nella vera star dell’edizione 2026. Ma la Bastida di Sorres 2026 ha fatto registrare numeri importanti su tutti i fronti, confermandosi un appuntamento capace di coniugare rievocazione storica, cultura, spettacolo e didattica. Un’edizione che ha visto il coinvolgimento di un pubblico sempre più ampio e diversificato, attirato dalla possibilità di vivere il Medioevo non soltanto come spettacolo da osservare, ma come un’esperienza da conoscere, ascoltare e soprattutto sperimentare.
Alla Batida arrivano le scolaresche.
Fin dal venerdì mattina, le scolaresche coinvolte nei laboratori didattici hanno trasformato l’area del monastero di San Pietro di Sorres in una grande aula a cielo aperto. All’iniziativa hanno partecipato circa 40 alunni dell’Istituto Comprensivo Pozzomaggiore-Bonorva, accompagnati dalle loro insegnanti. Gli studenti hanno potuto toccare con mano scudi e lance utilizzati per la guerra, osservare da vicino armi, armature e strumenti della rievocazione e comprendere, attraverso le spiegazioni degli esperti, come si svolgeva la vita di un combattente dell’epoca. Non sono mancati i momenti più giocosi e spettacolari. Grazie alla simpatia e alla capacità di coinvolgimento del mercante Turuk, gli alunni si sono avvicinati all’arte della giocoleria, scoprendo come anche il gioco, lo spettacolo e l’intrattenimento rappresentassero una parte importante della vita medievale. I Buffoni di Corte, con la loro fantasia e la loro particolare capacità di interpretazione, hanno invece accompagnato i ragazzi alla scoperta dell’arte del “favellare”, delle parole e delle forme di comunicazione tipiche delle corti medievali, trasformando la storia in un momento di partecipazione e divertimento. Grande attenzione ha suscitato anche l’incontro con il mondo dei rapaci e della falconeria. Il falconiere Alessandro Vicini, con parole semplici ma precise, ha saputo affascinare gli studenti raccontando loro il rapporto tra uomo e animale e l’importanza che la falconeria rivestiva nel mondo medievale.
Novità alla Bastida 2026.
A richiamare il pubblico sono state anche le numerose novità proposte nell’edizione 2026, a partire dalla mostra dedicata agli abiti e agli abbigliamenti d’epoca, che ha permesso ai visitatori di approfondire il modo di vestire e di rappresentarsi nella società medievale. Grande partecipazione anche per gli itinerari di archeotrekking verso le Domus de Janas, che hanno accompagnato i visitatori alla scoperta di un paesaggio nel quale storia, natura e archeologia si intrecciano. Particolarmente attesa è stata, infine, la riapertura straordinaria della sacrestia monastica, uno degli spazi più suggestivi e meno accessibili del complesso di San Pietro di Sorres. Al suo interno, grazie alla collaborazione dello storico Stefano Tedde, sono stati presentati alcuni tra i più importanti manoscritti appartenenti al monastero.
San Pietro di Sorres: Sold out nei b&b e l’ospitalità dei monaci
L’impatto sul territorio è stato imponente: sold out sia per i b&b del Meilogu sia per le camere della Foresteria del Monastero. Proprio il complesso abbaziale ha confermato il suo ruolo centrale nel sistema di accoglienza, grazie anche all’impegno dei monaci che hanno aperto i giardini e garantito il ristoro ai partecipanti, affiancati dal polo conviviale del Birrificio di Sorres con il suo Beer Garden. Apprezzata anche la riorganizzazione logistica: lo spazio riservato a hobbisti ed espositori è stato sistemato all’esterno dell’area filologica medievale, scelta che ha garantito massimo rigore storico al villaggio e garantito al contempo un’ottima vetrina commerciale alle produzioni locali. “La Bastida 2026 dimostra come si possa coniugare divulgazione, rigore storico e turismo esperienziale creando valore per l’intero territorio”, commentano con soddisfazione l’associazione Bastida di Sorres e l’amministrazione comunale di Borutta, supportate dalla Regione Sardegna e dal programma Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari. Un’edizione che si archivia non solo con il ricordo delle grandi battaglie medievali, ma con l’immagine di una promessa di matrimonio che ha emozionato l’Isola intera.
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